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EROS RADIO – “Eros e quella pazza voglia di…”

Alfred Binet (Nizza 8 luglio 1857 – Parigi 18/10/1911), psicologo francese padre del primo test di intelligenza, nei propri studi di psicologia giunse alla conclusione che “l’amore normale”  è il risultato di una complicata forma di feticismo. Ohhhhhh!!!!

 Origini della parola

Il termine fétichisme,dalla parola portoghese feticio coniata dai mercanti di schiavi per indicare gli oggetti di culto delle popolazioni africane, vede il suo battesimo con il filosofo e linguista francese Charles de Brosse nel 1760 con l’opera “DDu Culte des Dieux Fétiches ou Parallèle de l’ancienne Religion de l’Egypte avec la Religion actuelle de Nigritie”, un alquanto spregiudicato e controverso trattato sulle origini materialistiche del sentimento religioso.

Solo successivamente verrà associato all’ambito sessuale e nel XIX secolo verrà inserito come un disturbo psicologico e psichiatrico.

Dessins de Martin van Maële. Illustration de l’ouvrage de Pierre Mac Orlan La Comtesse au fouet, Jean Fort, coll, Paris, 1926.

Cosa dicono gli esperti

Il feticismo, in ambito psichiatrico e sessuologico, è considerato una parafilia, cioè un compulsivo interesse sessuale non strettamente legato alla stimolazione dei genitali.

Importante è la suddivisione che ne fa, nella sua quinta edizione, il sistema D.S.M. – Manuale Diagnostico e statisco dei disturbi mentali, che estrapola il comportamento feticistico, che non causa alcuna variazione soprattutto nelle relazioni interpersonali, dal disturbo feticistico, contraddistinto da un comportamento coattivo e/o incontrollabile tale portare a un vero disturbo della psiche.

Lo psichiatra Robert Stoller, nei suoi studi sull’argomento, dedusse che il feticismo trova più diffusione nel sesso maschile, perché un uomo è più propenso a dare una forte connotazione erotica ad una zona preferita del corpo della donna.

In questo articolo parleremo solo del primo caso, per alcuni un piacevole intermezzo che porta al di fuori dei canoni della sessualità tradizionale ma che non toglie nulla al desiderio dell’altro….. anzi può essere un gioco a due pieno di sorprese.

I mille modi di praticare il feticismo

Praticare il feticismo ci riporta al mondo dei sensi, perché non nasce dall’oggetto ma dal canale sensoriale che viene coinvolto.

Se parliamo della vista troviamo il più conosciuto voyeurismo, o il feticismo del piede come il dangling, l’atto nel quale di solito la donna si sfila parzialmente una scarpa e la fa dondolare, o il crush fetish, desiderio di vedere altre persone calpestare un oggetto o un animale.

L’olfatto e il gusto possono essere coinvolti ancora con il piede nel piacere di leccare o odorare, oppure nel pissing, l’eccitazione sessuale provocata dall’atto di urinare in bocca o sul corpo del partner, o l’atto di odorare e leccare i piedi.

Il tatto viene coinvolto soprattutto con gli indumenti lattex o PVC e una pratica è il trampling, il piacere sessuale nel farsi calpestare.

Trampling

Anche l’udito smuove l’eccitazione sessuale in alcune persone come a esempio nell’atto di scoppiare un palloncino.

Tra le altre parafilie bizzarre sessuali possiamo trovarre: il furry fandom, fare sesso con i peluche, il feedrismo, eccitazione sessuale nel mangiare o nell’ingrassare, il doorknob shojo, immagini di ragazze che leccano i pomelli delle porte 

Tanto avverso dalla “società normale”, tanto il feticismo, ribadiamo non quello che porta ad un vero e proprio disagio clinico, che deve essere trattato in altri ambiti,  ha trovato posto: dalla letteratura all’arte, alla moda.

Seppur rispondente al desiderio univoco del partner, abbandonarsi e sentirsi oggetto di tale desiderio può essere altrettanto eccitante e stimolante e quando il gioco è a due la partita non può che essere aperta…

“Il feticista ottiene senza alcuna difficoltà ciò di cui gli altri uomini anelano con tutte le loro forze, ottenendolo solo a prezzo di sforzi e fatiche”

(Sigmund Freud)

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